D’Aurora il più forte al Trofeo Scai Sport
D’Aurora il più forte al Trofeo Scai Sport
Antrosano come il sacro Piave? Forse. Sta di fatto che la giostra antrosanea, competizione nobile ed affascinante piazzata lì ad arte, all’inizio del Campionato Regionale per Società, quasi delimita quell’immaginario spartiacque tra il mondo dei papabili e quello degli esclusi, almeno se parli di Società. Una competizione da “Pulitzer” attesa e sofferta, trasformatasi nella vera regina del tecnico e del combattuto abruzzese.
Se questa gara è così entusiasmante deve molto del suo appeal – come lo chiamerebbero i biker del Regno Unito – alla storia e alla competenza degli uomini di Mr. Colabianchi (Avezzano MTB). L’interpretazione di una gara giovane su un tracciato “antico” e collaudato, proprio come Piazza Torlonia o il Castello Orsini. Competizione che riscuote consensi unanimi e ricche presenze, per numero e qualità. Ingredienti di un successo, insomma, atteso e sperato che compensa tutti i sacrifici che ognuno degli organizzatori porta avanti per poter far rientrare, tra il lavoro e la famiglia, questa grandissima passione.
…Prendi Antrosano e prenderai il titolo? E’ probabile ma non scontato. Ecco perché CiclisportMania Aquile Azzurre, l’Avezzano MTB, il BikeInside Team o la Bike99, tanto per citarne qualcuna, si sono “scornate” in corsa per calmierare la classifica generale di Società a loro favore. E le squadre in lizza per il titolo non possono mancare all’appuntamento della “collinetta”, modernamente ribattezzata, anche perché questa gara è diversa da tutte le altre! E’ diversa da una GranFondo, perché dura “soltanto” qualche giro ed è diversa da una normale XCO perché su questo fettucciato di terra battuta, macchia tipicamente abruzzese e ghiaione finale, in fondo, di “normale” non c’è nulla! Il tracciato misura circa 9,3 Km. per 300 metri di dislivello e, per le caratteristiche specifiche e la morfologia del territorio, tutto può rimanere invariato rispetto le precedenti edizioni senza stravolgere alcuna “politica ambientale”: strappi intensi e brevi (il primo con pendenze del 20%!), salite corte e pedalabili (per chi ha gamba) e quella discesa, come sempre, molto (troppo) tecnica che ti permette di ammirare in pieno quel lembo di Marsica che ospitò il lago prosciugato dai Torlonia (sconsigliato senza una sufficiente dose di lucidità). Un percorso talmente selettivo che il gruppone si sfalda ancor prima di terminare il primissimo tratto di salita erbosa e ben compattata, ad est dell’abitato rurale: il tutto a circa 600 metri dallo start. Di contro, il miglior compromesso in termini di potenza esplosiva, tecnica …ed audacia che un impenitente biker possa desiderare (seguito a ruota solo dall’anello di Arischia). Per non parlare, poi, dell’atipica “formula di gioco” che non ti consente di spezzare il fiato. Perché qui si sale e si scende. Tutte cose per le quali, ad Antrosano, ti gusti il meglio che la stagione agonistica possa esprimere!
Una giornata che si sveglia uggiosa e che si muove al bello variabile col trascorrere delle ore. Alla consegna dei tesserini si presentano all’incirca un centinaio di “arditi”, tanto per rimanere in tema, che si apprestano a dare battaglia sul percorso disegnato da Gianluca Colabianchi. …Un organizzatore in “stato di grazia”: tre i giri da percorrere rispetto ai quattro previsti dalla passata edizione quando, a vincere, fu il solito noto Massimo Folcarelli. Ma con lui o senza, forse, l’agonismo ha raggiunto hic et nunc livelli “eccessivi”: il principe della giornata, Donato D’Aurora (Scott ProTeam), non è andato per il sottile e tra una sferzata e l’altra ha ostacolato i sogni di gloria ai superfavoriti della giornata trovando il guizzo della consacrazione. Secondo e terzo, rispettivamente, Leandro Rotondi (Moser Cycling) e Fabrizio Zeverini (X-Team Kyklos Frm Racing). Per quest’ultimo in particolare un incantesimo ben riuscito che dura da un po’. Subito dopo la partenza della gara, quel salitone al 20% porta il variopinto plotone all’assalto della collina, nel punto mediano. Ma è sulle primissime vere asperità che avanza un gruppetto di una decina di atleti. Nessuna pietà da parte di D’Aurora, che sembra davvero vivere uno stato di forma invidiabile: comincia ad allungare il passo distaccando di circa un minuto il resto del gruppo al primo rilevamento cronometrico posto al di sotto del traguardo. Così, alla prima tornata, i giochi sembrano già fatti e difficilmente modificabili: tipico “dispetto” di questo tracciato. La gara femminile ha premiato Alessandra Fatato (Cicli Fatato) davanti a Sara Storione (Bike99 Broadcast Solutions).
Al “Pronti, via!”, si diceva, lo sguardo degli atleti è ancora rivolto al cielo quasi per scongiurare quella probabilità (quasi certezza) di pioggia prevista dal meteo delle ore precedenti. Invece, a conti fatti, l’unica cosa che è piovuta sono stati i complimenti (più o meno disinvolti) che i partecipanti hanno rivolto agli organizzatori a fine giornata. Così, il volto del Presidente Colabianchi si distende e può tirare un sospiro di sollievo. Un deus ex machina dell’organizzazione che, in poco più di 6 anni, insieme ai suoi ragazzi, ha saputo creare un forte valore aggiunto per tutta la Mtb abruzzese.
Dopo la gara il ricco e nutriente pasta-party curato dalla locale Sezione Alpini e Associazione Culturale. Di fronte a quelle succulente salsicce arrosto, apprezzatissime e richieste, si dimostrano tutti veri fuoriclasse senza smentite di classifiche. Spread, economia, finanze, conti in rosso. Tutto giusto. Ma, come sempre nello spirito allegro e scanzonato che contraddistingue la Mtb abruzzese, tutti si godono il prosieguo della giornata come l’occasione domenicale per stare tra amici. Non si pensa ad altro. Come al solito una bella esperienza che, chi scrive, racconterà sempre volentieri sia per le belle sensazioni che Antrosano, la Mtb e questo sport in generale sanno dare sia ad onore dell’impegno profuso dai cugini avezzanesi.
Antrosano come “spartiacque”, s’è detto. Oltre 20 Squadre in giro per l’Abruzzo pronte a contendersi il voto da primo della classe. Oltre 20 Squadre diverse l’una dall’altra, con un differenziale di rendimento enorme, ognuna con caratteristiche peculiari. Unica nota comune: la passione per questa disciplina, la lealtà e la correttezza del biker d’Abruzzo!
…Grazie a quest’ultime variabili, quando il giudice dà il “Via!”, tutto il resto non conta poi granché.
Paolo Ossiani – Federciclismo Abruzzo

